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REVIEW – UOMO TRA GLI UOMINI

foto uomo tra gli uomini
Il musical riproposto a due anni dalla canonizzazione di Carol Wojtyla.

locandina Uomo tra gli Uominidi Ilaria Faraoni

Dopo aver debuttato nel 2014 all’Auditorium Conciliazione di Roma, Uomo tra gli uominiCos’è la santità se non un sì, uno dei diversi musical in circolazione dedicati a Papa Giovanni Paolo II, è arrivato al Teatro Sistina di Roma, forte dell’inserimento “tra gli eventi culturali ufficiali del Giubileo, con il Patrocinio del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione presieduto da Mons. Rino Fisichella”, come si legge nel comunicato stampa (Cliccare QUI).

Lo spettacolo nasce da un’idea di Sabrina Moranti, che lo ha scritto e ne firma la regia, direttrice e insegnante presso la scuola Danzarmonia. Della scuola la Moranti si avvale per quanto riguarda l’ensemble. In scena poi anche diversi altri insegnanti. Le musiche sono di Erika Provinzano.

A chi consigliamo di vedere Uomo tra gli uomini, se verrà riproposto? A chi ami particolarmente la figura di Papa Wojtyla e lo abbia seguito da vicino; a chi voglia trovare dei messaggi edificanti, meditare su alcuni concetti interessanti e ricordare alcuni dei pensieri simbolo del Santo senza badare troppo alla struttura narrativa. Di sicuro la commozione scatta ascoltando alcuni frammenti dei discorsi del Papa, vedendo le sue foto, assistendo all’evocazione del momento della morte, egregiamente risolto dall’angosciante quadro coreografico di Paola Leste e dal gruppo di ballerine, che simulano i battiti del cuore ed i tremiti di un corpo che si sta spegnendo, in uno dei momenti più forti dello spettacolo.

A chi lo sconsigliamo: agli spettatori più esigenti ed agli appassionati del genere musical, a quel pubblico che cerchi in uno spettacolo non solo qualche contenuto ma anche tutte quelle caratteristiche di costruzione del testo, dei personaggi, delle scene che fanno la differenza.

Nelle intenzioni si vogliono ricordare i punti salienti della storia di Giovanni Paolo II per mostrare come l’azione del pontefice abbia influenzato la vite di molte persone e lo si fa  attraverso l’incontro casuale di alcuni amici che si erano persi di vista e che si ritrovano in Piazza San Pietro per la morte del loro amato Papa. Sui ricordi a lui legati evocati da un album di fotografie (i genitori dei ragazzi avevano vissuto a stretto contatto con il Papa in Polonia), si innestano poi non solo i racconti dei singoli drammi dei protagonisti (tutti risolti in qualche modo dalle parole di San Giovanni Paolo II) ma anche un altro filone narrativo, quello che vede protagonista il Male (Antonio Melissa), a volte perfino simpatico nella sua disperazione, in acerrima lotta non tanto con Dio, ma con quello che lui chiama “Il nemico bianco”: il Papa, appunto.

Lo spunto, anche se già visto, è buono. Tuttavia lo spettacolo andrebbe migliorato nella scrittura: troppo lunghi i monologhi del Male; troppo labili alcuni collegamenti tra una scena e l’altra; il filone dei ricordi viene abbandonato repentinamente per introdurre il maligno ed è ripreso solo più tardi, in un’alternanza che non amalgama bene le due parti; i testi di raccordo sono troppo evidentemente scritti per introdurre il quadro musicale successivo.

E ancora: la ricerca del quadro di forte impatto visivo spesso va a scapito della narrazione: questo è l’effetto prodotto, ad esempio, dai seppur spettacolari interventi acrobatici aerei (su tessuti o cerchi) del duo Duo Berlal (Ramona Lalli e Luca Bertaleoni).
Lenti infine molti cambi scena a luce spenta. Sarebbe preferibile, non potendo renderli più veloci, farli a vista sulla musica in modo da renderli parte dello spettacolo.
Non mancano tuttavia momenti emozionanti come il monologo sulla libertà, esaltato dall’interpretazione dell’attore (Domenico Tiburzi?) e preceduto dalla poesia Pensando Patria, scritta da Carol Wojtyla; la già citata coreografia che descrive la morte del Papa; i due brani che vedono protagonista Erika Provinzano (uno nella scena del Muro del pianto, l’altro ambientato durante l’ultima Via Crucis di Giovanni Paolo II), che per doti vocali e interpretative si distingue appena inizia a cantare: un forte applauso per lei.

La riflessione più importante, quella che maggiormente colpisce e che tutti dovremmo tenere a mente, per la quale è encomiabile l’autrice Sabrina Moranti, è messa in bocca al Male, che alla fine è il vero protagonista dello spettacolo, per come è stato impostato: «Il perdono è l’unica chiave che blocca i miei bellissimi progetti. Quando gli esseri umani si perdonano io non posso più fare niente!».

Dicevamo che il vero protagonista risulta essere il Male: sì, perché è suo lo spazio maggiore e perché il gruppo di amici risulta abbastanza anonimo nella scrittura dei personaggi, benché di ogni membro si racconti un dramma; per quanto riguarda il Papa, poi, malgrado se ne ricordi con alcuni flash qualche episodio importante che lo riguarda (l’attentato, il famoso discorso “Convertitevi, un giorno verrà il giudizio di Dio” ecc… ecc… ) l’impressione è che la figura del Santo non esca in maniera forte così come nelle intenzioni e che si possa non uscire dal teatro rinfrancati o esaltati dal suo messaggio, ma angosciati dal troppo rilievo dato alla malattia e alla morte che dominano l’atmosfera fin dall’inizio e che chiudono anche lo spettacolo tramite il discorso del frate del gruppo (Valerio De Negri), che dipingendo con le parole l’ultima apparizione alla finestra di Wojtyla (con quel suo gesto muto, impedito nella parola) si domanda «Cosa avesse ancora di così importante da dirci che non ci avesse già detto».

Il cast al completo: Paolo Marchegiani, il bambino povero – Marco Gerace, il diavolo Zizzania – Giada Siragusa, Caterina – Lavinia Fiorani, Carola – Davide Marchegiani, Kristian –  Antonio Melissa, il Male – Ivan Urbano, il diavolo Farfacane – Francesco Tabarini, Paolo – Valerio De Negri, Frate Francesco – Erika Provinzano, Donna Ebrea – Rachele Giannini, Anna – Elisa Dalu, bambina adottiva – Chiara Noto, l’Arcangelo – Domenico Tiburzi, Giovanni – Gabriele Medori, mimo – Ludovica Cimmino, la bestia.

Duo Berlal: Ramona Lalli e Luca Bertaleoni, performers aerea.

Corpo di ballo: Serena Francucci, Eleonora Galante, Valentina Leotta, Elena Malisani, Annalisa Porrino, Martina Russo, Rachele Marchegiani.

About Ilaria Faraoni

Giornalista, laureata in "Lettere Moderne - discipline dello spettacolo" alla Sapienza di Roma (vecchio ordinamento) con una tesi in "Storia del Teatro", ho studiato musica e chitarra classica per 10 anni con il Maestro Roberto Fabbri, sono istruttrice FITD di balli coreografici a squadre (coreographic team). Il mio interesse per l'arte è a 360°. Ho studiato fumetto diplomandomi alla "Scuola Internazionale di Comics". Tra le mie attività c'è anche la pittura: ho frequentato i corsi della Maestra Rosemaria Rizzo e ho tenuto diverse mostre personali (una delle quali interamente dedicata al mondo del musical) in sedi prestigiose; nel 2012 sono stata premiata a Palazzo Valentini (sede ufficiale della Provincia di Roma) con un Merit Award per la promozione dell'acquerello.

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