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REVIEW – ROBERTO CIUFOLI IN “A CHRISTMAS CAROL”, COMPAGNIA DELL’ALBA

REVIEW - ROBERTO CIUFOLI IN "A CHRISTMAS CAROL", COMPAGNIA DELL'ALBA

Colpisce dritto al cuore il Canto di Natale di Dickens diretto e coreografato da Fabrizio Angelini, con le musiche di Alan Menken.

di Ilaria Faraoni

Per la prima volta in Italia, grazie alla Compagnia dell’Alba diretta da Fabrizio Angelini e Gabriele De Guglielmo, è arrivato il musical A Christmas Carol, quello con le musiche del premio Oscar Alan Menken, autore delle più belle colonne sonore Disney, con libretto di Mike Ockrent (regista della prima edizione del 1994 al teatro del Madison Square Garden di New York) e Lynn Ahrens (che firma anche le liriche).

Stiamo parlando, come si evince dal titolo, della trasposizione del celeberrimo racconto di Charles Dickens, Canto di Natale, che ha visto numerosissimi adattamenti, tra i quali perfino un film di animazione di Barbie e l’ormai classico Canto di Natale di Topolino, dove Ebenezer Scrooge, il protagonista della storia, è interpretato proprio da Paperon de’ Paperoni, il cui nome originale – Scrooge McDuck – rivela le origini del personaggio. Il suo “papà” Carl Barks, infatti, si ispirò proprio allo Scrooge dickensiano per creare l’altrettanto celebre Papero più ricco del mondo.

La versione italiana del musical è firmata da Gianfranco Vergoni, che colpisce sempre nel segno con la sua scrittura (sia negli adattamenti, sia nelle sue creazioni) e che in questa stagione teatrale sarà impegnato anche con la ripresa di Operazione Balena e ancora con Opera Pia e Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino.

Nel caso specifico, la storia del vecchio affarista/usuraio avido, arido e cinico, che la notte di Natale, in una Londra ottocentesca, grazie al suo defunto socio Marley, riceve la visita di tre spiriti che lo indurranno a ravvedersi (quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro), è fedele al racconto originale di Dickens, salvo poche differenze qua e là e qualche taglio necessario. Alcune battute rispecchiano fedelmente il testo di Dickens; Gianfranco Vergoni, poi, aggiunge al libretto di Ockrent e Ahrens alcune battute ad hoc che strizzano l’occhio direttamente al protagonista – Roberto Ciufoli – e fanno immediatamente sorridere il pubblico.

La regia e le coreografie sono firmate da Fabrizio Angelini, che ha festeggiato 33 anni di carriera (il nostro servizio per i 28 anni, celebrati dall’Accademia Nazionale di Danza QUI) e che, sempre in questa stagione teatrale, è coinvolto anche in altre due produzioni di musical: An American in Paris (coreografie) e A Chorus Line (riproduzione delle coreografie originali di Michael Bennett).

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La mano di Angelini è sempre una garanzia: l’eleganza è uno dei suoi segni distintivi, come pure l’esaltazione dei numeri corali, con i perfetti incastri, giochi di gambe, scambi di posizione… una grande esplosione di gioia ed energia. Un vero maestro, Angelini, anche nel portare alla massima espressione le potenzialità del cast di ballerini a sua disposizione. Il tutto presentato in modo fluido e mai forzato. Il numero clou, da questo punto di vista, è il ballo sulle note di Mr. Fezziwig’s Annual Christmas Ball, dove lo stesso Angelini, che dà vita anche a diversi personaggi secondari, dà sfogo al suo talento di ballerino interpretando Mr. Fezziwig, uno dei personaggi più positivi della storia. Gli occhi cadono naturalmente su di lui e rimangono catturati dal portamento inconfondibile.

Da citare anche il numero di tip tap con l’ensemble femminile nei panni di tanti soldatini in uniforme rossa e calze trasparenti.

A Christmas Carol, grazie alla musica di Menken, con la quale operano in sinergia le liriche adattate da Vergoni, la regia di Angelini e le scenografie e le atmosfere dai colori tenuti di Gabriele Moreschi, ha dei momenti di poesia molto alti, concentrati soprattutto nelle scene in cui Scrooge guarda al passato, o in quelle che mostrano il rapporto tra Bob Cratchit (il povero, ma felice impiegato di Scrooge) e il più piccolo dei suoi figli, Tiny Tim, che una malattia costringe sulle stampelle.

C’è da aggiungere che le scene di Moreschi, che permettono cambi di ambientazione fluidi, unitamente alle luci di Francesco Bernabeo offrono anche intelligenti soluzioni narrative, come le finestre illuminate di rosso a simulare occhi e bocca di un volto orrorifico, che sostituiscono efficacemente il batacchio del portone di Scrooge descritto nel libro, che lì assume le fattezze del viso di Marley, come primo ammonimento per il suo vecchio socio.

I costumi di Marcella Zappatore ben si sposano all’atmosfera suggerita dalla scenografia.

Tornando invece al tema della poesia che si respira in questa versione di A Christmas Carol, Ciufoli, che si sa, è un comico fantastico, colpisce in questo spettacolo proprio per la profondità con cui affronta i momenti di rimpianto, nostalgia e tenerezza davanti al passato di Ebenezer, al punto da suscitare commozione vera. L’attore riesce infatti a creare l’immedesimazione negli spettatori toccandone le corde più intime, rendendo perciò al meglio l’intenzione di Dickens, quella di far riflettere e ammonire i suoi contemporanei con un messaggio valido ancora oggi, come osservato da Angelini nelle sue note di regia (leggere QUI); perché certe attitudini dell’essere umano possono cambiare nel contesto, nei mezzi, nelle cause scatenanti, ma non nell’essenza.

E se oggi ci si isola, come scrive Angelini, con il proprio cellulare e i propri auricolari, Bisogno e Ignoranza, i pericolosi bambini, figli degli uomini, presentati da Dickens tramite lo Spirito del Natale presente, sono ancora un pericolo attuale.

Rispetto al testo di Dickens, lo spettacolo – anche con i suoi numeri musicali più gotici – risulta più delicato e meno macabro, soprattutto nella parte del Natale futuro, arrivando in questo modo forse meglio allo scopo, mentre le atmosfere gioiose del Natale delle pagine scritte, trovano esaltazione nei cori festosi e nelle creazioni coreografiche d’insieme, grazie ad Angelini e al cast dello spettacolo. La Compagnia dell’Alba si è fatta sempre notare, infatti, per l’eccellente qualità vocale dell’ensemble (in A Christmas Carol, come di consueto per la compagnia di Ortona, anche i cori sono dal vivo) e per l’altrettanto eccellente guida di Gabriele De Guglielmo, che cura la direzione musicale.

Andato in scena a Roma, al Teatro Quirino, subito dopo le festività natalizie, dopo un tour che ha toccato numerose città, la Compagnia dell’Alba ha fatto davvero venire voglia di tornare indietro di qualche giorno e ha prolungato per l’ora e mezza di spettacolo, l’atmosfera e i valori positivi del Natale, tanto amati.

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A proposito degli interpreti, non si può non spendere parole di lode per Roberto Colombo, che con la dolcezza della sua voce rende ottimamente la tenerezza e l’amore di un padre, Cratchit, per il suo figlioletto malato; così pure Angelo Di Figlia (anche capo balletto) è un rasserenante, schietto e dolce Fred, il nipote di Scrooge, perfetto per il ruolo; Gabriele De Guglielmo si impone con presenza scenica e vocale come Spirito del Natale presente; trascinante la Mrs. Fezziwig di Serena Segoloni nel gran ballo accanto ad Angelini; irriconoscibile Andrea Spina nei panni del fantasma di Jacob Marley, che regala un’interpretazione incisiva e divertente; Serena Mastrosimone sorprende alle prese con un ruolo da caratterista riuscitissimo, quello di Mrs. Mops; Yuri Pascale Langer (Ebenezer Scrooge giovane) e Edilge Di Stefano (Emily, la fidanzata) donano, con la loro delicatezza, uno dei momenti più commoventi del musical insieme a quello interpretato da Maria Maddalena Adorni (la mamma di Scrooge).

Assolutamente anche tutto il resto del cast è da applaudire a cominciare da Carolina Ciampoli che dona leggerezza allo Spirito del Natale passato e Arianna Milani (lo Spirito del Natale futuro). E ancora citiamo  Filippo Di Menno, che nella replica vista (sabato 12 gennaio) ha sostituito, a causa di un incidente, Cristian Cesinaro (Mr. Smythe); Valentina Di Deo (Sally Anderson); Alex Liotta (Vecchio Joe); Claudia Mancini (Fan); Monja Marrone (Mrs. Cratchit); Giulia Rubino (Mrs. Pickwick).

In scena anche tre bambini, nei ruoli di Grace Smythe, Jonathan e Tim, che si sono alternati nelle repliche: Ilaria Carafa, Chiara Luna Casturà, Andrea Pio De Carolis, Gianvito Giuliani, Nikita Lebedev, Mariele Oliva, Alessio Pantaleo, Alberto Salve, Davide Tucci.

A Christmas Carol, che come annunciato da Ciufoli a fine spettacolo, tornerà sulle scene per le festività dei prossimi anni, è presentato in accordo con Music Theatre International Europe ed è una co-produzione tra la Compagnia dell’Alba e il TSA – Teatro Stabile d’Abruzzo, con la collaborazione della scuola d’arte New Step di Americo Di Francesco e Paola Lancioni.

Aiuto regia: Alessia De Guglielmo – Disegno fonico: Marco D’Eramo – Direzione musicale associata: Monja Marrone – Costumista associata: Francesca Maria D’Antonio.

About Ilaria Faraoni

Giornalista, laureata in "Lettere Moderne - discipline dello spettacolo" alla Sapienza di Roma (vecchio ordinamento) con una tesi in "Storia del Teatro", ho studiato musica e chitarra classica per 10 anni con il Maestro Roberto Fabbri, sono istruttrice FITD di balli coreografici a squadre (coreographic team). Il mio interesse per l'arte è a 360°. Ho studiato fumetto diplomandomi alla "Scuola Internazionale di Comics". Tra le mie attività c'è anche la pittura: ho frequentato i corsi della Maestra Rosemaria Rizzo e ho tenuto diverse mostre personali (una delle quali interamente dedicata al mondo del musical) in sedi prestigiose; nel 2012 sono stata premiata a Palazzo Valentini (sede ufficiale della Provincia di Roma) con un Merit Award per la promozione dell'acquerello.

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