Home / MUSICAL HISTORY / MUSICAL MASTERCHEF!

MUSICAL MASTERCHEF!

musical weitress

Musical e fornelli. Ecco la classifica dei 5 migliori chef del musical.

di Enrico Zuddas

In un’epoca in cui tutti sembrano ossessionati da gare di cucina e ricette (e simultaneamente dalle diete per rimediare al danno), non possiamo essere da meno: ecco dunque una classifica dei migliori cuochi del musical!

Cucinare in un musical non è impresa facile, anche perché i clienti sono spesso pieni di pretese. Se poi si tratta di Audrey II, bisogna essere pronti a dare il sangue!! Ovviamente ci sono palati più discreti: per esempio a Herr Schultz basta un ananas della sua bottega per vincere il cuore di Fräulein Schneider…

Tra i vari buongustai, la nostra preferenza va allo Snoopy di You’re a good man, Charlie Brown, che trasforma il suo suppertime in un irresistibile production number:

Veniamo ora alla classifica. Ma dobbiamo prima notificare che è stata esclusa dalla competizione la Signora Nellie Lovett, proprietaria di un pie shop a Fleet Street, che ha presentato alla giuria un pasticcio fatto di carne umana. Il successo dei suoi affari dovrebbe forse indurre a rivedere il regolamento, ma è anche vero che, per sua stessa ammissione, i suoi prodotti sono stati per lungo tempo i peggiori di tutta Londra:

5) AIMABLE CASTAGNET da “The baker’s wife”

Aimable è il fornaio di una cittadina francese. Tutti si mettono in fila e litigano per assaggiare per primi il suo pane! Uomini e donne ne sono dipendenti. Sono perfino disposti a rinunciare ai propri coniugi per un suo sandwich, o magari un croissant con un po’ di marmellata (“Bread”):

What is there like fresh, warm bread? With a bit of butter spread… sheer ambrosia! What is as luscious as a brioche is?

Purtroppo quando sua moglie Geneviève, molto più giovane di lui (al punto che la scambiano per la figlia) se ne fugge con il bel Dominique, Aimable e la sua panetteria finiscono nel caos, tra farina versata, pagnotte bruciate, pasta attaccata al soffitto. I cittadini, temendo di restare senza pane, cercano di convincerlo che è l’uomo più fortunato del mondo senza una moglie con cui litigare. Addirittura gli cercano un rimpiazzo: ma lui si sfoga con la bottiglia e si ubriaca. Il forno riprenderà a funzionare bene solo al ritorno di Geneviève, delusa dal flirt per “mancanza di calore”. Ma per la nostra graduatoria il comportamento del boulanger è poco professionale.

4) Hildy Esterhazy da “On the town”

Hildy è una tassista (a dire il vero appena licenziata) che fa salire sul suo taxi Chip, un marinaio sbarcato a New York per 24 ore. Ma anziché fargli fare un tour della città lo porta nel suo appartamento. Qui, dopo essersi liberata della raffreddata e invadente coinquilina Lucy, cerca di sedurlo, vantando, tra i suoi molti talenti, la capacità di cucinare (“I can cook too”):

Il menù di Hildy comprende: il miglior pesce della città, lo zucchero più dolce dei dintorni, pollo arrosto gocciolante, una salsa da perdere la testa, frittura, costine di maiale da applauso, costolette d’agnello da sbavare, barbabietole in salamoia, e per finire dolci canditi e marrons glacés. Tuttavia, anche se la giovane tassista si definisce “una pentola di gioia per un ragazzo affamato, un lecca-lecca dolce, una trota fuori dal ruscello, una gelatina da preservare”, dalle parole non si passa ai fatti, per cui la ragazza resta fuori della Top3.

3) CHEF LOUIS da “The little mermaid”

Come potrebbe mancare uno chef dalla nostra classifica? Louis, in servizio al castello del principe Eric, per l’arrivo della ex sirenetta Ariel prepara una sontuosa cena a base di pesce (“Les poissons”):

L’uomo dimostra grande dimestichezza con le tecniche, maestria nel taglio, velocità nel togliere le lische, grazia nella presentazione. Toujours delice, ma nel disperato tentativo di cuocere anche il povero Sebastian non è esente da errori grossolani, per cui deve accontentarsi di un terzo posto. Au revoir!

2) MRS. POTTS & LUMIERE da “Beauty and the Beast”

Non poteva mancare il cabaret culinario offerto a Belle nonostante il divieto della Bestia. Il merito va alla pari alla cuoca Mrs. Potts e al maitre Lumière, che sfoderano una cena variegata con tanto di soup du jour, hot hors d’oeuvres, beef ragout, cheese soufflé, pie and pudding en flambé!

Tuttavia resta da chiedersi quanto questa “Food Chorus Line” (come è stata definita) nasconda le reali competenze della cuoca. Per cui soltanto un – pur meritatissimo – secondo posto. In attesa di una rivincita il prossimo 19 marzo…

1) JENNA HUNTERSON da “Waitress”

La medaglia d’oro va senza dubbio a Jenna, cameriera del Joe Diner nel sud degli Stati Uniti. Ogni giorno lei inventa una torta nuova ispirandosi alle situazioni della sua vita. Così per esempio “Bad Baby Pie” riflette la sua indesiderata gravidanza, a causa di un marito violento di nome Earl. Il quale le proibisce di partecipare a un concorso locale dove in palio ci sono 25,000 dollari, ma alla fine non potrà comunque impedirle di ritrovare la sua vita. Jenna ha tutti gli ingredienti giusti per la vittoria: gusto, esperienza, fantasia, creatività femminile. Tutti vogliamo sapere “cosa c’è dentro”:

Sugar, butter, flour, don’t let me down!

E zucchero, burro e farina non deludono: il Brooks Atkinson Theatre di Broadway si profuma realmente di torta di mele, perché nel foyer è installato un vero forno, dove prima di ogni spettacolo viene messa a cuocere per 90 minuti una torta preparata con mele Granny Smith dalla consulente dello show Stacy Donnelly. Durante l’intervallo il pubblico, già conquistato da uno spettacolo magnifico, si fa prendere per la gola dall’imprevisto aroma… e corre subito al bar dove si vendono tre tipi di torte diverse ogni sera!

POST SCRIPTUM

Dopo piatti così succulenti non si può, come si dice, “murare a secco”. Per cui se qualcuno ha bisogno anche di qualche bevanda da musical, vi lasciamo con tre diverse opzioni:

  • Per i giovani ribelli: WINE AND BEER (da Rent)
  • Per i lavoratori: COFFEE (da How to succeed in business without really trying)
  • Per i palati raffinati: CHAMPAGNE (da Gigi)

About Enrico Zuddas

Enrico Zuddas
Dottore di ricerca in Storia antica e docente di Lettere al Liceo “Properzio” di Assisi, insegna Storia e Repertorio musical nell’Accademia “MusicalOnStage” di Perugia e nello stage estivo “Musical Week”; frequenta il master per insegnanti di canto moderno con il metodo VMS. Interprete e regista di musical su scala regionale (“Evita”, “Chicago”, “Mamma Mia”, “Aida”, di cui cura la prima versione in lingua italiana, “La Piccola Bottega degli Orrori”), nel 2015 vince il Premio “Primo” sia della critica sia del pubblico con l’inedito “Artemisia”, di cui è coautore oltre che regista.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*